CALABRIA

giovedì 16 aprile 2026

COMUNI SCIOLTI PER MAFIA


Da " IL SOLE 24ORE " del 2 dicembre 2025

Giustizia

Negli ultimi 34 anni un comune al mese è stato sciolto per mafia

Dal 2 agosto 1991 a settembre 2025, sciolti per mafia 402 enti locali. Avviso pubblico presenta nella sede della Fnsi il dossier «Il male in Comune"


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Il 63% degli SCIOGLIMENTI (pari a 294 Enti Locali)  si è verificato nelle Province di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Palermo e Vibo Valentia).



In cinque province – Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Palermo e Vibo Valentia – si è verificato il 63% degli scioglimenti. Dei 294 enti locali soggetti a scioglimento dal 1991 al 30 settembre 2025, 288 sono Comuni, i restanti 6 sono Aziende sanitarie provinciali. In base ai dati demografici forniti dall'Istat, risulta che il 72% dei Comuni sciolti per mafia dal 1991 aveva una popolazione residente inferiore ai 20mila abitanti, il 51% una popolazione residente inferiore ai 10mila abitanti e il 34% una popolazione residente inferiore ai 5mila abitanti. Appena il 9% dei 288 Comuni sciolti per mafia aveva una popolazione residente superiore ai 50mila abitanti al momento dello scioglimento.

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Elenco dei Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, in ordine cronologico

Quello che segue è l'elenco aggiornato di tutti i Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 ad oggi. È possibile ordinare i Comuni in ordine alfabetico, per provincia e per regione, in ordine ascendente o discendente, cliccando sulla prima casella della colonna preferita (quella che contiene il titolo).

ComuneProvinciaRegioneAnno/Mese/Giorno
TaurianovaReggio CalabriaCalabria1991-08-02
CasandrinoNapoliCampania1991-08-02
Casal di PrincipeCasertaCampania1991-09-30
CasapesennaCasertaCampania1991-09-30
MondragoneCasertaCampania1991-09-30
AdranoCataniaSicilia1991-09-30
Sant'Andrea Apostolo dello Jonio (Annullato)CatanzaroCalabria1991-09-30
Lamezia TermeCatanzaroCalabria1991-09-30
GallipoliLeccePuglia1991-09-30
SurboLeccePuglia1991-09-30
PirainoMessinaSicilia1991-09-30
Marano di NapoliNapoliCampania1991-09-30
PoggiomarinoNapoliCampania1991-09-30
Sant'AntimoNapoliCampania1991-09-30
CerdaPalermoSicilia1991-09-30
Santa FlaviaPalermoSicilia1991-09-30
Trabia (Annullato)PalermoSicilia1991-09-30
DelianuovaReggio CalabriaCalabria1991-09-30
Melito di Porto SalvoReggio CalabriaCalabria1991-09-30
SeminaraReggio CalabriaCalabria1991-09-30
Fonte Wikipedia


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Dall'entrata in vigore della normativa che prevedeva lo scioglimento dei Consigli comunali per " infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso"  (d.l. 31.5.1991,n. 164 -legge di conversione 22.07.1991,n. 221) Delianuova é uno dei primi Consigli sciolti (18° provvedimento, in data 30.9.1991)

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Con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 settembre 1991 veniva sciolto il Consiglio Comunale di Delianuova. Avverso tale provvedimento propongono ricorso al TAR  per la Calabria alcuni consiglieri comunali, tra cui il Sindaco dichiarato decaduto. Con SENTENZA del 29 ottobre 1992,n. 895 il TAR adito rigetta il ricorso.

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LA FINE DELLE IDEOLOGIE E IL TRAMONTO DELLA POLITICA





Delianuova

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Nell'ambito della  tornata elettorale amministrativa del 1988, si vota anche a Delianuova. Il Sindaco uscente, geom. Rocco Corigliano, democristiano, riproponeva la sua candidatura capeggiando una lista compostada DC+PSI+PRI+Indipen -
denti di destra. Avversario il Prof. Adone Strano-militante comunista da sempre - che, con equilibrio e serietà, era riuscito a portare, nel tempo, i comunisti al governo del Comune di Delianuova di cui era stato Sindaco per alcuni anni. Il Prof. Strano guidava una lista di centro sinistra. Le elezioni furono vinte dalla coalizione di centro/destra ed il geom. Rocco Corigliano fu riconfermato Sindaco, insediandosi il 28 giugno 1988 .
                                     

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Il 10 maggio 1991 il geom. Corigliano rassegnò le dimissioni da Sindaco ed il 1 giugno 1991 fu eletto Sindaco Vincenzo Gioffrè che rimase in carica fino alla data dello scioglimento del Consiglio Comunale.

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🔺 In merito alle dimissioni del Sindaco Corigliano  nella relazione del Ministro dell'Interno al Presidente della Repubblica c'è testualmente scritto che :

" Indice di tale stato dei fatti è il ricambio avvenuto il 1 giugno 1991,al vertice dell'Amministrazione in seguito alle intimidazioni subite dal Sindaco Rocco Corigliano dirette a conseguire le sue dimissioni dalla carica ricoperta e consistenti nella minaccia di gravi rappresaglie e del taglio della testa del proprio figlio ."
(Relazione del Ministro dell'Interno al Presidente della Repubblica del 28 settembre 1991)
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🔺 IL 30 SETTEMBRE 1991 IL CONSIGLIO COMUNALE DI DELIANUOVA VIENE SCIOLTO PER LA PRESENZA  "di collegamenti diretti tra parte dei componenti del consesso e la criminalità organizzata rilevati dall'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria e dalla relazione prefettizia del 21 settembre 1991 ... che espongono gli amministratori stessi a pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione dell'organo elettivo ed il buon andamento dell'Amministrazione di Delianuova ". Peraltro la "constatata chiara contiguità degli amministratori con la criminalità organizzata arreca grave pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica".
(Decreto del Presidente della Repubblica del 30.09.1991)




Palazzo di città
 

👉Finiva così il Consiglio Comunale eletto il 29 maggio 1988 che, nel corso del suo tempestoso cammino, aveva già perso pezzi per le dimissioni necessitate (27.10.1990) di un consigliere comunale di maggioranza che da assessore ai lavori pubblici passa  ad un ruolo più stabile e remunerativo in qualità di vigile urbano dello stesso Comune. In tale posizione farà una brillante carriera, raggiungendo la posizione apicale di Comandante. Il fatto fu oggetto di denuncia ai Carabinieri da parte di altro consigliere comunale di maggioranza.


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